Sigillo del 24 Luglio 2011

...dalla fine della Guerra Santa è passato quasi un secolo ed apparentemente Onyria vive una rinascita completa: le città sono state ricostruite, altre ne sono sorte, il commercio e l’agricoltura sono tornati a funzionare come un tempo garantendo al Paese una notevole prosperità.

I demoni che avevano invaso queste terre sono stati ricacciati oltre le impervie montagne del Grande Nord, dopo anni di dolorose battaglie. Ora quei mostri sono solo un lontano ricordo che viene tramandato quasi esclusivamente dalle colorite fiabe degli anziani, nonché dalle cantilene di pochi vecchi squinternati, che sostengono di essere gli ultimi veterani della Guerra Santa.

La gente però non è più felice come prima, quando a governare era la benevola famiglia reale.

La chiesa della Santissima Luce conquistò il potere su Onyria durante la Guerra Santa, spodestando con la forza il sovrano di allora, instaurando una teocrazia dittatoriale e ferocemente oscurantista.

La gerarchia ecclesiastica oggi gestisce e controlla con il pugno di ferro tutti gli aspetti della vita della nazione, mascherando il proprio operato sotto il manto della missione altruista, indirizzata alla salvezza delle anime del popolo.

Il Patriarca in carica, Argario Bonifazio II, governa con lo stesso piglio dei suoi predecessori. Ogni città è amministrata in suo nome da un Vescovo Principe, da lui stesso scelto tra i membri delle frange più intransigenti della chiesa della Santissima Luce.

Oggi su Onyria non c’è più alcuna libertà di culto né di espressione, sia essa scritta, verbale o artistica; tutto deve sottostare al controllo e spesso alla censura della chiesa della Luce.

Gli unici autorizzati a registrare per iscritto gli eventi su Onyria ed a pubblicare opere di qualsiasi genere sono gli Archivisti e gli Scriba della chiesa: tale è la pressione del clero su questi punti, che l’analfabestismo, prima presente solo nella campagne, inizia ad invadere anche le città più grandi.

Segno ancora più evidente che i tempi sono davvero cambiati è l’impossibilità di avvicinarsi alle arti magiche come un tempo. Solo nelle accademie costituite in seno alla chiesa, ed aperte solo a pochissimi selezionati eletti, è possibile studiare la magia secondo rigidi schemi imposti dall’alto.


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